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Perchè i televisori al Plasma non hanno successo: E’ il mercato che li snobba o hanno dei difetti congeniti importanti?

Nell’articolo sull’alta definizione, che potete trovare scorrendo la sezione “televisori”, avevamo dato delle quote di mercato sconcertanti: 90% LCD vs 10% Plasma.

Quello che in molti si chiedono è il perché una percentuale così bassa. I plasma sembrano essere dedicati solo ad appassionati dei video che pretendono il massimo in fatto di qualità visiva.

Ma la qualità tra un Plasma ed un LCD è tanto diversa? Tanto da giustificarne un prezzo superiore?
La struttura degli LCD la conosciamo bene e la possiamo ripassare in qualsiasi momento utilizzando il tasto cerca in alto a destra. Quello che ci preme di fare in questo articolo è puntualizzare alcune cosine a proposito dei televisori al plasma.

Cominciamo dalla loro struttura


La struttura di un pannello al plasma consiste in una griglia di celle che corrisponde ad un sub-pixel.
Ogni cella è scavata tra due lastre di vetro e contiene una particolare miscela di gas rarefatto (solitamente neon e xenon) che viene trasformata in plasma. Il plasma è gas ionizzato, costituito da un insieme di elettroni e ioni. E’ globalmente neutro, ma risulta un ottimo conduttore elettrico e interagisce benissimo con i campi elettromagnetici.

Il compito del plasma è quello di produrre una fonte continua di raggi ultravioletti che vanno a colpire un letto di fosfori presente sul fondo della cella. E’ proprio questo letto che, dopo esser irradiato dagli ultravioletti, emette dei fotoni di luce visibile generata nelle lunghezze d’onda degli RGB (Rosso, verde e blu).

Le celle vengono pilotate attraverso una procedura nota come “subfield” ed è divisa in tre fasi:

– reset
– indirizzamento
– accensione

Durante la prima fase vengono annullate tutte le eventuali cariche residue presenti all’interno del sistema. Nella seconda fase vengono caricate solo quelle celle che poi andranno a illuminarsi. La terza fase, infine, distribuisce la carica elettrica a tutte le celle e solo quelle precedentemente pre-caricate si accendono.

L’intensità della scarica nella cella non può essere modulata. A questo intoppo l’ingegno umano ha risposto adottando una sequenza di accensioni molto brevi per regolare di volta in volta l’intensità della luce emessa.

Ciò rende necessario eseguire più cicli o subfield per ogni fotogramma. Ma in compenso le sfumature diventano molto piacevoli per l’occhio umano.

I pannelli al plasma sono dispositivi digitali e la loro modulazione degli impulsi e del tutto analoga a quella dei micro-specchi di un proiettore Dlp.

Nota
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I cristalli liquidi hanno invece un funzionamento analogico perchè l’opacità delle celle varia in maniera graduale e continua che è proporzionale alla differenza di potenziale applicata agli elettrodi.

E le scie?

Con un display al plasma il problema delle scie nelle scene di movimento non esiste. Infatti avviene un aumento dei fotogrammi video. Spesso raddoppiati in questo modo: la metà dei subfield visualizza un frame. L’altra metà si occupa del fotogramma successivo – dithering temporale. Le immagini persistono sulla retina del nostro occhio per un arco temporale che non ci consente di percepire nessun degrado delle immagini. La velocità dei subpixel è praticamente istantanea: 0,001 ms.

Attualmente le tecnologie in voga non consentono di superare i 600 Hz. Un aumento della cadenza dei fotogrammi in un plasma avverrebbe tutta a spese del numero di subfield.


Un’altra caratteristica molto apprezzata nei televisori al plasma è il livello di nero. Il nero è realmente nero e sfuma in diverse gradazioni a seconda delle scene. Questo grazie al fatto che la luce viene diffusa solo dove è necessario.

Ma uno dei punti deboli del plasma è il consumo. Nota dolente per le nostre tasche. Ad oggi i televisori al plasma consumano molto meno rispetto al passato anche sei il paragone con i televisori LCD non regge.

Inoltre a parità di dimensioni il display risulta più pesante. Difficilmente sollevabile, ad esempio durante le pulizie, e sarebbe improponibile appenderlo al muro. Infatti non esistono pannelli al plasma di piccole dimensioni perché avrebbero una risoluzione troppo bassa per gli standard odierni.

Questo problema deriva dal fatto che la miniaturizzazione delle celle al plasma deve lottare con lo spessore delle pareti di vetro che delimita il gas. Soprattutto questa condizione ha spianato la strada al successo degli LCD che ad oggi ritroviamo su televisori, computer da scrivania e portatili, telefonini, sveglie e quant’altro.


Chi sono? admin

Mi presento. Sono Alessandro, un appassionato di computer e tecnologie. Nel 2008 ho aperto questo sito internet soprattutto per avvicinarmi al mondo dei blogger e capirne meglio la comunicazione e le potenzialità markettare in Italia (in realtà ho fatto la stessa cosa negli USA, dove ho studiato e dove ho vissuto a lungo). Attualmente (2017) lavoro come Business Developer e CMO, ma la mia passione per i computer e le innovazioni tecnologiche si è conservata integra. Purtroppo con l'età arrivano anche responsabilità sempre più pesanti ed il tempo libero da dedicare oggi al blogging è praticamente zero (anche perchè ho una famiglia numerosa e probabilmente conoscete già la mia dolce metà, Viola, ed il suo impegno in campo sociale con un bellissimo sito internet di salute e benessere - del quale curo la parte tecnica e verso il quale vi indirizzo nel caso in cui voleste mettervi in contatto con me ma non ci riusciate. In altre parole rivolgetevi al vero principale, perché in casa - e fuori - si fa quello che dice Lei :) COMMENTI: ho deciso di lasciare la possibilità di commentare gli articoli per far in modo che voi lettori possiate aiutarvi a vicenda in caso di problemi. In fede, Alessandro Tesla

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