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Conversione dei film classici in 3D: 3D originale e 3D finto da effetto ottico. Sarete in grado di notare la differenza?

Un po’ tutti noi sappiamo che per poter apprezzare dei video in tre dimensioni è necessario indossare degli occhiali speciali. Questa tecnologia sta cercando di conquistare le case degli appassionati di tutto il mondo, ma si pone un problema di fondo: Quanti contenuti in 3D esistono?

Pochi in effetti. Ed ecco allora l’idea geniale di convertire i vecchi film e cartoni da 2D in 3D attraverso un artificio grafico.

Ma come è possibile aggiungere la terza dimensione ad una pellicola che ne ha registrate solo 2?

Tutto ciò è reso possibile grazie all’implementazione di un particolare processore all’interno di un classico televisore. Toshiba, ad esempio, proporrà il processore cell (lo stesso integrato nella Playstation 3) che si farà carico della trasformazione da 2D a 3D.

Avviene che un algoritmo è in grado di individuare un oggetto in movimento e staccarlo dal fondo, per poi posizionarlo come una sagoma 3D davanti al resto della scena che funge da background.

Detto così suona fin troppo semplice ed in effetti ci sarebbero dei problemini da approfondire.
Tanto per cominciare sia la sagoma del soggetto in movimento che lo sfondo sono piatti. Inoltre avvicinando il soggetto allo spettatore accade che parti dello sfondo prima invisibili si scoprano come buchi neri.

Per dare rilievo alle sagome piatte vengono analizzati più fotogrammi consecutivi ed in questo modo si percepisce come cambia la figura con il passare delle sequenze. Dalle informazioni raccolte il sistema riesce ad elaborare un’immagine 3D grezza del soggetto e su di essa viene applicata una texture del video.
Qualora l’immagine fosse statica, allora ci si baserebbe sulle variazioni di nitidezza e luminosità per riuscire a dare una parvenza di tridimensionalità. I dettagli più chiari e nitidi vengono risaltati e portati più vicini all’osservatore mentre quelli scuri e sfocati rimangono lontani. Queste operazioni sono coadiuvate da speciali algoritmi che riconoscono delle sagome classiche “di scena” e le lasciano come sfondo risaltando altri soggetti.

Per quello che riguarda i buchi, invece, è possibile colmarli catturando i dettagli mancanti da altri fotogrammi in cui queste parti sono ben in vista.

Va da sé che i processori necessari per i calcoli debbano essere molto potenti ed occupare il minor spazio possibile. Ma questo oggigiorno non è un problema. Infatti sono in arrivo TV con l’elettronica necessaria per trasformare in tempo reale un video 2D in uno a 3 dimensioni.

Tuttavia la procedura risulta ancora imperfetta e non sarebbe raro assistere ad artefatti e ricostruzioni 3D poco realistiche e convincenti anche ad un occhio ingenuo.
Più le scene sono complesse e più si susseguono velocemente e più le ricostruzioni vengono messe a dura prova, tanto da preferire sicuramente il vecchio 2D.


Chi sono? admin

Mi presento. Sono Alessandro, un appassionato di computer e tecnologie. Nel 2008 ho aperto questo sito internet soprattutto per avvicinarmi al mondo dei blogger e capirne meglio la comunicazione e le potenzialità markettare in Italia (in realtà ho fatto la stessa cosa negli USA, dove ho studiato e dove ho vissuto a lungo). Attualmente (2017) lavoro come Business Developer e CMO, ma la mia passione per i computer e le innovazioni tecnologiche si è conservata integra. Purtroppo con l'età arrivano anche responsabilità sempre più pesanti ed il tempo libero da dedicare oggi al blogging è praticamente zero (anche perchè ho una famiglia numerosa e probabilmente conoscete già la mia dolce metà, Viola, ed il suo impegno in campo sociale con un bellissimo sito internet di salute e benessere - del quale curo la parte tecnica e verso il quale vi indirizzo nel caso in cui voleste mettervi in contatto con me ma non ci riusciate. In altre parole rivolgetevi al vero principale, perché in casa - e fuori - si fa quello che dice Lei :) COMMENTI: ho deciso di lasciare la possibilità di commentare gli articoli per far in modo che voi lettori possiate aiutarvi a vicenda in caso di problemi. In fede, Alessandro Tesla