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Schede di memoria Ssd: Le unità allo stato solido necessitano anche loro di programmi per il Defrag? (Deframmentazione)

Le unità allo stato solido sono uno degli articoli più richiesti dai nostri clienti, per far compiere un salto di qualità impressionante al proprio sistema, grazie alla loro innovativa tecnologia che fa a meno del disco, sia quello di tipo magnetico che di altro tipo. L’utilizzo della parola “disco” deriva dal fatto che questa tipologia di dispositivo di memoria di massa svolge la medesima funzione del più datato disco rigido e viene quindi utilizzato in sostituzione di esso.

Le unità a stato solido si basano sulla memoria flash di tipo NAND per l’immagazzinamento dei dati, ovvero sfruttano l’effetto tunnel per modificare lo stato elettronico di celle di transistor. Per questo esse non richiedono parti meccaniche e magnetiche (dischi, motori e testine), portando notevoli vantaggi per la sicurezza dei dati, la loro velocità di scrittura e la rumorosità completamente azzerata.

Nei dischi tradizionali la frammentazione dei dati è dovuta alla necessità di scrivere dei file di dimensione predefinita su degli spazi liberi non contigui.
Infatti, se ricordate bene, abbiamo più volte trattato l’argomento della frammentazione ed i relativi programmi da utilizzare per appianare il problema della scarsa sequenzialità dei settori.

Ma sulle Ssd è in vigore un diverso sistema di scrittura dei dati e della loro archiviazione.
In un’unità allo stato solido accade che il controller principale decida (secondo delle logiche interne) dove scrivere i dati.

Non è necessario adattarsi alle esigenze contingenti. Il concetto stesso di frammentazione è sorpassato.
Per evitare che degli stessi dati vengano scritti più volte all’interno di una stessa cella, il controller utilizza degli algoritmi che prendono il nome di wear leveling.

La forza di questi calcolatori sta nel riuscire ad utilizzare in maniera paritaria tutte le celle appartenenti a una unità allo stato solido – Ssd.

Allo stato attuale di cose effettuare una deframmentazione ad una memoria Ssd non porterebbe alcun beneficio rilevante. Infatti i dati letti dai programmi di defrag vengono inviati al controller in maniera sequenziale in modo tale che quest’ultimo li scriva proprio come gli vengono dettati.
Ma l’algoritmo wear leveling, per cercare di utilizzare al meglio le celle che trova a sua disposizione, sparpaglia ugualmente i dati per i vari distretti.

I file NON POTRANNO mai essere scritti in maniera volutamente sequenziale. Utilizzare troppo dei programmi per il riordino dei dati potrebbe solo portare ad un logorio della memoria flash.


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Mi presento. Sono Alessandro, un appassionato di computer e tecnologie. Nel 2008 ho aperto questo sito internet soprattutto per avvicinarmi al mondo dei blogger e capirne meglio la comunicazione e le potenzialità markettare in Italia (in realtà ho fatto la stessa cosa negli USA, dove ho studiato e dove ho vissuto a lungo). Attualmente (2017) lavoro come Business Developer e CMO, ma la mia passione per i computer e le innovazioni tecnologiche si è conservata integra. Purtroppo con l'età arrivano anche responsabilità sempre più pesanti ed il tempo libero da dedicare oggi al blogging è praticamente zero (anche perchè ho una famiglia numerosa e probabilmente conoscete già la mia dolce metà, Viola, ed il suo impegno in campo sociale con un bellissimo sito internet di salute e benessere - del quale curo la parte tecnica e verso il quale vi indirizzo nel caso in cui voleste mettervi in contatto con me ma non ci riusciate. In altre parole rivolgetevi al vero principale, perché in casa - e fuori - si fa quello che dice Lei :) COMMENTI: ho deciso di lasciare la possibilità di commentare gli articoli per far in modo che voi lettori possiate aiutarvi a vicenda in caso di problemi. In fede, Alessandro Tesla

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